INTERVISTA AD AKHENATON (PER SKYROCK IN OCCASIONE DELL'USCITA DI MÉTÈQUE ET MAT)
Eric: Perché hai scelto questo soprannome, Akhenaton?
Akhenaton: Questo faraone ha sconvolto delle cose che sembravano immutabili per un'epoca ed è questo lato, un po' di cambiamento che mi ha interessato.

Benissimo
Ed era mistico, soprattutto mistico.

AkhenatonÈ vero, proprio mistico, poiché è lui che ha sconvolto l'antica religione egizia e che ha instaurato per primo il monoteismo in Egitto con il culto di Aton.
Esatto...

Ti chiami Chill mi sembra
Sì, è un soprannome che eredito ancora da uno dei miei soggiorni a New York. Chill perché ero calmo, allora è diventato un soprannome, ma il mio vero nome è Philippe.

OK. Tu sei nato a Marsiglia? Sì, sono nato a Marsiglia

Il fatto che tu abbia iniziato con IAM, questa identificazione molto forte che è stata del vostro gruppo con Marsiglia, è ancora qualcosa che rivendichi? Ti senti ancora soprattutto marsigliese o ora con Akhenaton ed una carriera solista tu ti sei , direi, un po' "allargato"?
Io mi sento soprattutto marsigliese più che mai, visto che è la mia città, anche se si sa che attraversa grosse difficoltà. Ma io sono veramente fiero di essere di qui e molto attaccato alla cultura mediterranea. Più che mai anche se ciò traspare meno in questo album perché è un album molto personale e dove io parlo soprattutto dell'Italia e ci sono molto storie vissute, resto comunque molto attaccato a Marsiglia.

In questo album ci parli dell'Italia, di origini arabe, africane, c'è anche questo riferimento egizio, non è un po', un po' troppo? Riesci a ritrovarti in tutto ciò?
Ci riesco. Mi piace molto attingere dal passato per capire il presente e provare ad avere un buon futuro. Mi sono immerso nelle mie radici e man mano ho scoperto la storia dell'Italia, del sud d'Italia, le varie invasioni, l'influenza delle civilità. La storia mediterranea è in realtà un groviglio di civiltà e l'Italia del Sud in particolare è molto legata al mondo arabo. Queste sono cose che ho scoperto a furia di letture e semplicemente informandomi.

Lo sai che sono i Normanni che hanno cacciato gli arabi dalla Sicilia?
Sì, ma i Normanni hanno rispettato e hanno mantenuto la lingua araba a corte, perché la Sicilia era diventata uno stato islamico, alla fine l'Islam era religione di stato in 2 delle 3 parti della Sicilia e i Normanni hanno cacciato gli arabi dalla Sicilia, ma hanno mantenuto la religione e la scrittura araba a corte.
Sono i Longobardi che hanno portato l'inquisizione, che hanno convertito a forza i siciliani al cristianesimo e che hanno sradicato la lingua araba.

Sì, è vero che c'è stato l'imperatore Federico II che è stato un grande protettore della civiltà araba anche se ciò gli ha procurato molti grattacapi con il papa che l'ha scomunicato.
Esattamente (ride)

E tu di dove sei della Sicilia? Palermo?
No, quando parlo della Sicilia, parlo del Regno di Sicilia. Io sono di Napoli, ecco della città di Napoli, uno dei grandi caos d'Europa.

Ah, si è detto che il golfo di Napoli è una delle meraviglie del mondo.
È una meraviglia caotica, nel senso che nel caos si possono vedere cose magnifiche come cose meno belle, ma penso che sia qualcosa che si è evoluta attraverso i secoli e che Napoli possa rialzarsi ancora una volta ed economicamente. È una città culturalmente molto ricca, ci sono molti artisti e succedono molto cose laggiù.
La musica napoletana una volta invadeva il mondo e soprattutto negli Stati Uniti vendeva milioni di dischi, ma da quando le case discografiche si sono spostate da Roma a Milano è un po' caduta.

Si è detto di Napoli che aveva la "miseria maestosa"
Ecco, esattamente questo. E con il sorriso in più, laggiù le persone mantengono il sorriso qualunque cosa accada.

Ed il tuo percorso personale ti ha condotto con tutti questi meticci a prendere ultimamente una posizione spirituale verso l'Islam, puoi parlarcene un po'? Che cosa ti ha orientato verso ciò?
Sì, in realtà cerco di parlarne in generale il meno possibile perché è molto personale, ma ho letto molto sulle religioni, mi sono molto interessato alle religioni. Ho scoperto che le religioni erano intrecciate e che l'una derivava dall'altra, ma l'Islam a livello di scritture m'ha molto più convinto, particolarmente per il suo rapporto con la scienza e molti passaggi del Corano che fanno allusione per esempio alla formazione delle galassie, alla creazione dell'essere umano, e questa è genetica, sono chiaramente scritti nel Corano e non so, sono delle convinzioni personali.
Io non ho mai forzato nessuno a niente. Trovo ci sia qualcosa di magnifico in ciò ed esempi brutti ce ne sono dappertutto in tutte le religioni, in tutte le comunità. Bisogna solo scoprire il bello sotto.

Quindi questi ultimi tempi sei stato attirato più dall'Islam che dall' "esuberante" cattolicità dell'Italia del Sud.
Sì, ma penso che ci sia legato perché ho ricevuto un'educazione cattolica come la maggior parte degli italiani del Sud, anche come tutti gli italiani del Sud, ma mia madre me l'ha insegnata comunque con questo lato orientale, ero cosciente delle cose che accadevano in Palestina e quando si faceva il presepe a Natale, facevamo il presepe con la sabbia e i cammelli. Pochi abeti e neve.

Siete dei veri che non avete mai dimenticato che l'Italia non è sempre stata ciò che è oggi, che c'è stato un grosso mescolamento.
Ecco, esattamente.

akhmethIn una delle tue canzoni ci dicevi "Jadis vulgaire pion passé pièce maîtresse du jeu d'échec" (un tempo comune pedone passato a pezzo principale del gioco degli scacchi, ndt). Significa che tu mantieni una certa amarezza di un passato e che ora al contrario ti senti carico e hai l'impressione d'aver tirato la testa fuori dall'acqua?
Sì, un po' è questo, ma in realtà è giusto la continuità della teoria di cui si parlava prima, è una teoria che si chiama Hold Up Mental e che è una tecnica di combattimento cinese che consiste nell'osservazione, adattamento e dominazione.
È una elevazione culturale, spirituale ed è vero "jadis vulgaire pion" perché prima in realtà io subivo il mio destino. Ero completamente alla mercé di ciò che succedeva, la giornata m'imponeva delle regole. Mentre ora sono riuscito, attraverso la mia carriera professionale e anche attraverso la mia vita familiare, a gestire la mia giornata e a fare ciò che voglio delle mie giornate, è già una grande cosa.

La libertà ritrovata.
La libertà. Sì esattamente questo, piuttosto che oziare dalle 2 del pomeriggio alle 5 del mattino.

D'accordo. In realtà si ritrova spesso questo tema. questa impressione di amarezza, di rancore, un po' come i contadini prima della rivoluzione che dicevano "ne abbiamo abbastanza, ora vogliamo far rompere le catene!"
Tranquillizzati, non ti strozzo. No, ma è vero che in più, su questo pezzo qui, io non faccio riferimento unicamente agli italiani giustamente. Esempi ce ne sono in tutto il mondo, si potrebbe parlare dell'Africa del Sud, si potrebbe parlare del genocidio degli indiani in America. In realtà è un pezzo generale dove la parola -métèque- è, diciamo, mondializzata.  

E il peggiorativo diventa al contrario piuttosto una qualità.
Ecco, esattamente, si cerca di rovesciare le cose come la nostra teoria è "le côté obscur", si cerca di dire in vari nostri pezzi che le cose visibili non sono sempre quelle che si vedono. Per esempio, non vedo perché la parola "nero" rappresenterebbe il male e la parola "bianco" il bianco. Potrei tirar fuori una lista di parole associate all'aggettivo nero che rappresentano cose negative, tipo il Giovedì nero e ci sono molte cose e parole associate al bianco che rappresentano cose positive. Noi cerchiamo più d'essere Ying Yang, ossia c'è del nero nel bianco e del bianco nel nero. 

Ancora un nuovo riferimento. Ora arriva l'Asia.

Ah l'abbiamo sempre. è piuttosto il lato di Jo, l'amico che rappa con me. Lui è molto orientato verso la Cina. C'erano dei pezzi nell'album precedente di IAM che si chiamavano "Le Dernier empereur", "Le Dragon s'eveille", d'altronde il nome Shurik'N Chang-Ti la dice lunga.  

Siete dei veri internazionali, perfetto. Volevo chiederti se effettivamente "crearsi una famiglia", come lo si può vedere in una delle tue canzoni, è effettivamente un fine in sé per tutti?

Per me, lo è in tutti i casi. Non so, ci sono altre persone che preferiscono un modo di vivere diverso, che preferiscono vivere soli. Per me, io penso che avere dei bambini, avere un equilibrio familiare sia molto importante. È il primo livello della società visto che la famiglia è una microsocietà e che se la famiglia va bene, la comunità va bene, la comunità in generale, le altre persone nel mondo.  

Sì, non ti nascondo che questo mi abbia fatto un po' sorridere perché m'immaginavo di te il ribelle etc... e ci siamo quasi inteneriti quando ti abbiamo sentito cantare, ma in fin dei conti crearsi una famiglia è una cosa bella.

(ride) No, ci sono delle cose che mi rivoltano, ma penso sia necessario reagire in modo intelligente e che nella ribellione c'è il lato, diciamo, maggio 68. Questo non può funzionare poiché penso che si perderebbe.  

Sono d'accordo. Vorresti parlarci dei tuoi gusti, per prima cosa per esempio le tue lotte. Ci sono delle cose contro le quali effettivamente tu senti che bisogna ribellarsi, che bisogna insorgere?
Allora non so, tu hai sicuramente la droga, la malattia, la disoccupazione, gli esclusi. In questi casi qui, tu ti senti l'anima di un militante?
Mi sento l'anima di un militante per molte di queste cause. Sfortunatamente si è voluto far di noi dei portabandiera, ma io penso che noi piccoli cantanti non possiamo fare niente, bisogna indirizzarsi soprattutto alle persone che hanno i salvadanai, cioè i sindaci e gli eletti di tutti i tipi. Io non passerò per un... loro diranno Akhenaton, lo Sting del rap o l'hippy. No, ma è vero che io sono molto preoccupato, un po' come Assassin in realtà, per il futuro del pianeta e per la distruzione delle ricchezze naturali, delle foreste, della fauna, perché già da bambino ero sbalordito da quei reportage sugli animali e sono tuttora sbalordito a 27 anni. Posso sedermi davanti a un reportage, lo dico, spero che i miei figli vedranno tutto questo e non solo in video. Non è una finalità essere circondato di cemento e non poter scoprire le meraviglie del mondo. Il mondo è meraviglioso e spero che i nostri figli, i figli dei nostri figli e i figli dei figli dei nostri figli possano ancora vederlo. È il punto che mi preoccupa di più. Vicino a ciò, i problemi politici di guerra, tutte queste cose sono secondarie perché se si distrugge l'ambiente dove si vive non c'è più vita e quindi non ci son più politici e non c'è più niente. Per me è la lotta principale.  

Stiamo scalzando in realtà la nostra base.
Scalziamo la nostra base, siamo i primi animali, perché è un animale chi distrugge il suo ambiente. Nella natura questo non esiste, un animale che distrugge il suo ecosistema non esiste.

È vero, è vero. Provi una tenerezza particolare per uno di questi animali minacciati? Sei un fan dell'elefante o della lontra?
Ah, le lontre sono molto intelligenti, mi piacciono molto e mi piacciono molto i leopardi che per me sono dei cacciatori maestosi. La tigre che per me è il re degli animali, ma penso che il leone con la sua criniera gli usurpi il posto. La tigre di Siberia è superba. Altrimenti amo molto anche i rettili ecco.  

Sai che Akhenaton cacciava con dei ghepardi?
È vero?
 
Sì, sì

Ah questo non lo sapevo  

I tuoi gusti musicali?

Io ascolto in grandissima parte rap. Altrimenti ascolto quasi solo musiche nere, ascolto molto reggae, soul, molta musica soul.

E le tue letture?
Le mie letture, cavolo, aspetto il paintball. E qui ancora una volta c'è la domanda mistero: "Cos'è il paintball?" Bene, sono adulti che ricadono nell'età mentale di 8 anni e che si sparano con delle armi finte nella foresta. Altrimenti in realtà mi piacciono molto tutti gli sport, tutti gli sport collettivi, pallavolo, calcio, palla a muro. Se ho l'occasione di partire a sciare mi piace molto lo sci, quasi solo letture sportive sennò non ci sono grandi cose che mi... 

Bene, ascolta è già parecchio poiché visibilmente tu ti interessi già a tutte le civiltà del mondo, fai molto sport, fai musica.
È positivo tutto questo, questo ci permetterà di parlare della tua musica, del tuo lavoro. Allora ti conosciamo da vari anni con IAM certo, ti si ha identificato molto a Marsiglia e improvvisamente decidi una carriera solista sotto il nome di Akhenaton.
Sì, una pseudo-carriera tutto sommato poiché in realtà io l'ho fatto d'accordo con il gruppo. Non mi posso permettere di fare tournée, alla fine il mio obiettivo principale, la carriera principale che mi interessa, è di essere con il gruppo. Ma questa scappata solista è nata dal fatto che avevo molti pezzi che avevo scritto già e cose che non potevo dire con il gruppo, per esempio parlare dell'Italia lungo tutto un album con il gruppo IAM è impossibile. C'è di tutto in IAM, non parlo dell'Italia mentre gli altri sono spagnoli, malgasci, senegalesi o algerini. Non potevo fare questo, quindi è piuttosto una finestra all'interno del gruppo IAM.  

Questo ti permette di tirar fuori ciò che tu avevi di strettamente personale?
Ecco, esattamente.  

akhstudio...Allora questa finestra del singolo Akhenaton l'hai esaurita o c'è ancora da gridare e Akhenaton ricomparirà ancora in futuro?

Io penso che ricomparirà in futuro. Spero anche molto, poiché se sono delle finestre, spero di fare collaborazioni con altre persone, con altri gruppi, anche con altri gruppi rap, sia per le produzione che per interventi vocali, quindi mi fa molto piacere lavorare con altre persone. In particolare è per questo che ho fatto questo album qui con DJ Cut Killer, l'avrei potuto fare con Eric, quindi con Khéops, ma ho voluto che quest'album fosse una collaborazione, che qualcun altro piuttosto che un membro di IAM, mi apportasse qualcosa e visto che ci si sentiva da moltissimo tempo abbiamo deciso di fare questo progetto insieme e penso che continueremo anche su altri progetti.  

E Khéops è perché ha un profilo da piramide?

Sì, ha la faccia a piramide (ride). No, la piramide di Khéops è grande, Khéops sarebbe piuttosto piccolo, molto piccolo (ride).  

Nelle tue canzoni un'altra cosa che mi ha colpito è questa volontà di lucidità, di non cadere nella compiacenza e un po' presentare le tue esperienze personali come una specie di esemplarità.
Di cose che possono servire a tutti ma non nello stile "ecco, mostro col dito", ma soggetto a riflessione.
Sì, è forse un esempio di adulto. D'altronde sono stato bambino e sono stato adolescente e ho fatto degli errori e se ci sono alcuni che si riconoscono, che sono attualmente bambini o adolescenti, nelle fesserie che ho fatto, bene ci sono dei cammini nella vita e bisogna soprattutto non sbagliarsi. Non impongo niente, bisogna solo ascoltare, è giusto un'esperienza. È come se io mi sedessi su una panchina con un vecchio e questo vecchio mi spiegasse le cose che ha vissuto prima, ne trarrei per forza qualcosa. Non voglio dire che sono un vecchio ma per un ragazzino di 13, 14 anni io sono un vecchio sì, ho 13 anni in più di lui.  

Questo mi ha ricordato Goethe, sai l'autore tedesco, che adorava la baia di Napoli, credo sia lui che abbia detto che era una delle meraviglie del mondo e di cui si dice che anche tutta l'opera era attinta dalla sua esperienza per farne una specie di esemplarità ma serena, senza passione, senza scocciare gli altri, cercare di trarre profitto da tutte le cose.

Sì  

Ah è vero che era un grande uomo, ma anche tu sono sicuro che fra qualche anno uguaglierai Goethe, ci stupirai.

Sì, certo (ride)  

Ora cadiamo un po' sul divertente, mi è piaciuto molto il testo di "Eclater un type des Assedics" ("picchiare un tipo delle Assedic", Associazioni per l'Impiego nell'Industria e nel Commercio, ndt), mi ha ricordato certe cose.

Non è piaciuto a tutti eh (ride), particolarmente ai tipi delle Assedic, ma è un altro capitolo. In realtà il testo è stato scritto in un contesto molto speciale, era un periodo in cui facevo fatica a sbarcare il lunario, avevo alcune responsabilità e in cui per me essere intermittente dello spettacolo era una grande cosa. Non mi avevano spiegato niente, mai formato, e le Assedic trattavano le storie d'intermittenti dello spettacolo e in breve mi sono ritrovato in bolletta. A causa dei tipi che mi rispedivano a casa 5 volte per cercare dei fogli, manca questo, c'è bisogno di questo qui, c'è bisogno di questo. E non faccio una generalizzazione, non dico che tutti i tipi e le ragazze delle Asseic sono... in più non dico "ho picchiato un tipo delle Assedic", dico "sogno di picchiare", ma questa barriera io non l'ho mai oltrepassata perché ho rispetto per la persona umana, ma ci sono stati dei momenti in cui ero sul punto comunque. Mi sono trattenuto. (ride)  

"Americano", allora qui c'è il riferimento agli Stati Uniti, al sogno del bambino europeo, europeo e di tutto il mondo alla fine. Sì, il sogno americano che si è trasformato poco a poco in incubo americano via via che ho scoperto alcune cose sugli Stati Uniti. È vero che è un paese molto bello, ci sono delle belle cose negli Stati Uniti, ma non è tutto bello. È un po', diciamo, la nostra generazione che viveva con le puntate tipo Starsky e Hutch. Lo vedevamo e ci dicevamo "sì, sì, è troppo cattivo, bisogna andare ad abitare laggiù". Ci credevamo tutti americani e alla fin fine, essendo cresciuto, non mi ci credo affatto. Preferisco non essere americano, è bello visitare gli Stati Uniti, ma non vivrei là.  

Invece degli Stati Uniti hai comunque mantenuto il gusto per il cinema?

Ho mantenuto il gusto per il cinema. Adoravo il cinema francese anche degli anni 60, tipo i film con Lino Ventura, di Michel Constantin con Belmondo tutti questi e trovo che il cinema francese sia perso, sia impacciato in questa analisi dei sentimenti e le sue udienze a porte chiuse con 3 attori, film che erano dei veri antipiretici e non mi vergogno a dirlo, preferisco il cinema d'azione americano piuttosto che dei film francesi che riescono ad addormentarmi nelle sale.  

Ci sono alcuni antipiretici che fanno molto effetto.

Sì, ma non su di me (ride)

Non quelli! (ride)

Mi hanno piuttosto addormentato quelli. Penso che il cinema italiano abbia un po' seguito il cinema francese. Cioè, è diventato molto noioso e poi ora si cerca di invertire la situazione particolarmente nei film comici quindi se questo può essere uno scatto. Io spero di rivedere nel cinema francese degli inseguimenti in auto come ci sono in Gli Scassinatori tra Omar Sharif e Jean Paul Belmondo nella strade di Atene. È stupido da dire, ma vado al cinema anche per l'azione e vedere delle cose, non necessariamente per vedere ciò che io vedo tutti i giorni sul mio pianerottolo e vedere 3 persone che si amano, che non si amano più, che girano, che rigirano, questo voglio dire, è triste ma non mi interessa!  

E questo gusto per il cinema ti dà voglia eventualmente di passare dall'altra parte dello schermo?

Sì, con Florent Cyri ho corealizzato il video "L'Americano". È stata la prima volta in cui sono passato dietro la cinepresa ed è interessante scrivere per l'immagine. In realtà quando scrivo i miei testi, mi descrivo le immagini nella mia testa e dopo con le parole descrivo ciò che ho nella testa quindi ho già questa andatura iperimmaginosa, cinematografica. Con il mio amico Cacahuete lavoriamo su dei progetti di cinema, per cercare di sviluppare delle sceneggiature. Vedremo ciò che questo darà, può dare qualcosa di buono come. si vedrà, dipende da noi, dipende dal nostro talento.  

Molti cantanti sognano di diventare attori ma il tuo percorso è più individuale poiché è piuttosto la realizzazione.

Sì la realizzazione. Non attore, non penso che avrei le qualità per essere attore e neanche la pazienza.

Bene, credo che abbiamo parlato un po' di tutto.
Sì, un po' come la scheda Podium (rivista per giovani che fa delle specie di schede riassuntive sulla vita dei personaggi famosi, ndt) (ride)  

Ecco dov'è che ti si potrebbe trovare!

Ah sono il più mistico del gruppo! Il più chiuso. È vero che ho una relazione con le discoteche che è molto speciale, cioè non ci vado. Quindi, è vero, è chiaro che non sarà nelle discoteche e ora che ho la possibilità di lavorare, prima non facevo molto, spingo i miei limiti di lavoro fino in fondo. Sono duro con me stesso quindi cerco di lavorare al massimo che posso, quindi è vero che sono forse il meno visibile del gruppo. Non sono irraggiungibile, non più, quando qualcuno viene ad affrontarmi discuto. Quando si viene a parlarmi simpaticamente sono simpatico.  

Nei sentimenti invece sei già completo, sipario calato, non c'è niente da vedere.

Eh sì, moglie, bambini.  

Bambini? Quanti?

7 mesi, un ragazzetto che si chiama Yanis.  

Avresti potuto chiamarlo Toutankhamon (successore di Akhenaton, ndt) comunque! (ride)

No, no, no, sarebbe stato pretenzioso. Ancora non lo confondo nelle storie politiche faraoniche. Voglio prima avvicinarlo. Il suo padrino è Jo, che canta con me, e lui invece vuole avvicinarlo al kung fu. È del tutto differente ma inizia a osservargli le mani. Guarda le mani, dice "buono soldato, buono soldato", poco punching ball con mio figlio, per favore! (ride)  

E tu abiti sempre a Marsiglia o sei a Parigi?

Abito sempre a Marsiglia, ho scelto così. Ci hanno proposto spesso di venire ad abitare a Parigi, sono molto attaccato al clima e ai paesaggi, ai pini, a la campagna. Alla fine io abito nel centro della città nei quartieri popolari di Marsiglia, nei vecchi quartieri del Panier dove è nata la French Connection, di cui si conosce tutta la storia, dove sono partiti tutti gli italiani. Ho abitato là per 3 anni, gli ultimi 3 anni. Ho abitato anche nel centro della città a La Plaine, anch'esso un vecchio quartiere. E sono cresciuto in realtà in un quartiere che è in periferia che si chiama Plan de Cucques.

Plein dans l'cul si chiama?

Sì Plein dans l'cul! (ride). Questo non è simpatico mio caro Eric. Piuttosto Rien Dans Le Cul, non prendiamo niente nel culo (ride). No, dico questo perché sei un tipo aperto (ride).  

Sono un tipo aperto, ma insomma che scandalo! Mantieni, fermatemi! (ride)

No, tu lo prendi per bene! (ride). Era un quartiere dove c'erano molti italiani e spagnoli e quindi sono cresciuto con questi sporchi italiani! E quindi a forza ho scoperto un po' tutti i quartieri di Marsiglia e sono restato molto attaccato quindi alla vita di marsigliese. Perderei un po' i miei riferimenti, non è che non mi piaccia Parigi, trovo sia una città magnifica, ma piove molto per me ed è molto anonima. Si è facilmente immersi in una massa enorme di cemento e di persone. Quindi questo no, preferisco ancora la mentalità un po' da paesino di Marsiglia dove c'è ancora in ogni quartiere la chiesa, il centro del paese. A questo ci sono molto attaccato.


fonte: http://www.chez.com/hiphopculture